Perché siamo invasi dal reggaetón

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É l’estate 1989, quando, durante la finale del Festivalbar tra i cantanti spuntano i Kaoma, gruppo musicale Franco-brasiliano che conquista il pubblico e le classifiche con la Lambada.
Nel 1994 la Macarena dei Los del Río infrange ogni tipo di record.
L’exploit latino del 1998, ai mondiali di calcio La Copa de la vida di Ricky Martín é l’antipasto di quello che accadrà negli anni 2000.
Nel 2002 il ritmo latino entra a piede duro in Italia, gli Aventura ci “ossessionano” ma sono le Las Ketchup ad irrompere con Asereje.
L’estate seguente il reggaeton di Lorna con Papi Chulo apre scenari inesplorati.
E dal 2010 la musica latina si insinua prepotentemente nelle case italiane, Danza Kuduro di Don Omar e Ai se eu te pego di Michel Telò non sono niente in confronto alla popolarità che nel giro di pochi anni raggiungeranno con Enrique Iglesis, Luis Fonsi e J Balvin. Il disco che irrompe gli schemi é però un altro. Luis Fonsi arriva a “Despacito” che diventa la canzone più ascoltata di sempre.nel 2016 tutta Italia conosce il genere reggaetón grazie a J Balvin ospite al Festival di Sanremo.
Infine nel 2020 Gente de Zona infiamma il teatro Ariston di Sanremo passando da La Gozadera a Bailando.
Grazie a tutti questi successi oggi possiamo dire che la música latina é parte della cultura italiana.


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